UNA PICCOLA AZIENDA, UN VINO UNICO NEL SUO GENERE

L’azienda vitivinicola La Contessa si colloca nella bella proprietà che un tempo fu di una nota famiglia nobiliare bresciana e il nome resta ancor oggi a testimonianza di questo passato. Qui la coltivazione della vite e la produzione di uva per la vinificazione avveniva già dai primi del ‘900, grazie al lavoro dei mezzadri. Oggi Capriano del Colle è una delle più piccole DOC italiane, storicamente vocata alla produzione di rosso e nota nella tradizione per la produzione del clinto. Per alcuni anni, con 11 ettari di vigna coltivata a sangiovese, marzemino, merlot, barbera, trebbiano e chardonnay, nei vigneti de La Contessa viene portata avanti una produzione in linea con la altre cantine del territorio, quindi vini rossi strutturati e bianchi, oltre a un metodo charmat. Nel 2009 si formalizza l’acquisizione dell’azienda La Contessa da parte di Alessia Berlusconi, imprenditrice proveniente da altri settori ma da sempre appassionata al mondo del vino e da tempo alla ricerca di un luogo ideale dove sviluppare un proprio progetto vitivinicolo. Tale progetto trova inizio nel 2011, quando Alessia decide di dare un nuovo corso alla produzione aziendale, costituendo un gruppo di lavoro qualificato che la supporti in campagna, in cantina e nella ricerca di un vino originale, con un carattere proprio, riflesso delle peculiarità del patrimonio pedoclimatico e ampelografico della zona. L’idea che subito viene condivisa è quella del vino a bassa gradazione: è possibile ottenere un vino fresco e piacevole, appagante nei profumi e al gusto eppure leggero, adatto alla pausa pranzo e tutte le volte che ci si vuole concedere un bicchiere limitando la percezione e l’effetto dell’alcol? Un vino moderno, capace di rispondere alle tendenze in atto nelle abitudini alimentari e nelle preferenze di un gruppo sempre più numeroso di consumatori. Si dà il via a una sperimentazione sul marzemino, vitigno autoctono da sempre coltivato in azienda, che per le sue caratteristiche genetiche e di espressione del territorio ben si presta a essere vinificato secondo l’idea perseguita: profumo, colore, piacevolezza e leggerezza. Nasce così 9.9, un vino con meno di nove gradi e mezzo eppure così intenso nel colore e nei profumi, amabile al palato e versatile in modo sorprendente. A partire dal 2011 l’azienda decide inoltre di avviare il percorso per la conversione alla viticoltura biologica: una strada impegnativa ma intrapresa con convinzione per ottenere vini di qualità superiore, espressione più vera del territorio, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità.

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